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Un cane che si morde la coda

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…Di certo non dico una cosa originale, ma quanto è vero che tutto questo stress ce lo provochiamo da soli!!!
E’ questa società, con i suoi valori, il modo in cui ci ha impostato, gli obiettivi che ci ha perversamente obbligato a porci…non so, la soddisfazione professionale a tutti i costi, la competizione sfrenata tra colleghi di lavoro, tra amici, tra compagni.
Siamo stati subdolamente impostati per perdere d’occhio le cose semplici, siamo stati impostati per correre e non avere mai il giusto tempo da dedicare alle cose, per produrre il massimo e stare sempre in tensione…
Siamo impostati secondo una logica di mercato, è l’economia che ci controlla prima di tutto, poi vengono i valori umani… ed ecco che ci stressiamo. D'altronde è anche normale, siamo prima di tutto persone, non macchine da produzione, così questa continua ed ossessiva ricerca di gratificazione, soddisfazione professionale, affermazione e compimento dei propri obiettivi, più che uno stimolo diventa un incubo.
Voglio inserire un piccolo estratto di un testo intitolato “Verso un’architettura estrema” scritto da un architetto olandese contemporaneo, Rem Koolhaas:
 
<<…la prima immagine è il diagramma che Doxiadis (un urbanista Greco) ha disegnato negli anni Settanta, è una predizione visionaria dello sviluppo del mondo. Ogni area nera diventerà una città universale, le aree grige sono quelle abitabili e le bianche sono quelle a scarsa densità abitativa. Ciò che trovo interessante è che questo diagramma sia stato disegnato trent’anni fa e che di fatto il 1970 rappresenta l’ultimo momento di aperta e vera speculazione visionaria in termini di pianificazione e di architettura. Credo che da allora non siano più state presentate idee dello stesso livello e autorità di questo diagramma. Non dimentichiamo che Doxiadis venne coinvolto nella pianificazione urbanistica di Singapore, di Lagos e di altre città e che negli anni settanta non era poi così raro che un maestro del suo calibro venisse coinvolto nella realizzazione di intere città. Un segno della perdita di autorità della nostra professione è evidente quando, chiamati oggi ad intervenire nelle città, di solito il nostro ruolo è di minore importanza, se non addirittura marginale.
Forse il modo migliore per individuare le differenze tra la vecchia situazione e quella attuale, è il diagramma di ¥€$ che ho inventato e tutelato con copyright. Secondo questo diagramma si scopre che, si mettono in fila le più importanti valute del mondo, cioè yen, euro e dollaro, la loro rappresentazione grafica -ossia ¥€$- forma la parola yes. Credo ci sia una differenza sostanziale tra le due immagini: una mostra un mondo in cui l’architettura è sicura della propria missione, l’altra un mondo ormai governato dalla globalizzazione e da un’ideologia che privilegia il potere economico a qualsiasi altro valore. L’integrazione delle economie, la notevole fluidità del capitale e così via, i soliti clichè: di fatto ciò significa che la nostra autorità è stata ridotta a zero e che bisogna essere svelti per sopravvivere al cataclisma dei cambiamenti che stanno avvenendo nel mondo…>>

 
Sicuramente è un testo di settore, troppo incentrato sul ruolo che oggi ha un architetto nella società (…ognuno tira l’acqua al proprio mulino), ma secondo me è estremamente significativo, ed io concordo in pieno su tutto. Un mondo prima governato dalle persone e poi drasticamente in mano al capitale.
La cosa peggiore in tutto ciò tra l’altro è che lo stiamo costruendo noi questo mondo, tutti insieme, con incidenze diverse certo, ma siamo coinvolti tutti…
Quindi, per concludere, penso che siamo noi stessi la causa principale del nostro stress, è veramente un cane che si morde la coda!
Forse dovremmo guardarci tutti dentro, essere onesti con noi stessi e se non ci va bene quello che facciamo, la vita che conduciamo e lo stress che ci provoca, dovremmo cambiare, fare delle scelte diverse e soprattutto avere il coraggio di compierle.
 
Ho parlato di argomenti già ampliamente sviscerati certo, ma fa sempre bene rifletterci un po’…
 
Un saluto a tutti
 
Dobreblues
 
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